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28/01/2021

Tono di voce: come scegliere quello giusto per il tuo brand?

7 errori da evitare quando definisci il ToV del tuo brand + 3 buone pratiche

Oltre una buona scrittura e dei bei contenuti, ogni brand vuole essere riconosciuto, ricordato e assumere dei tratti e un tono umani.

Perché? Molto semplice, le persone si fidano più delle altre persone che delle aziende.

Ecco quindi che è necessario lavorare sull’identità verbale della tua azienda. 

Il punto è che nelle comunicazioni scritte non c’è linguaggio del corpo, non c’è intonazione e nemmeno la componente emotiva. 

O meglio, non c’è finché non aggiungi tutti questi elementi proprio grazie al tono di voce.

Voce e tono di voce: come si differenziano?

L’identità verbale di un brand si caratterizza con:

  • voce (è sempre uguale e coerente con valori e personalità del brand),
  • tono di voce, ToV (varia a seconda del pubblico e del contesto).

Come per le persone, il modo di esprimersi è di base lo stesso, in relazione al carattere e al vissuto, ma trovandosi in una determinata situazione il tono di voce si modulerà per adattarsi

Anche per il brand il tono di voce va modulato in funzione del contesto, del target e della situazione specifica.

Come scegliere il ToV?

Il tono di voce, quindi, è un elemento strettamente connesso all’essenza di un brand

Bisogna fare attenzione soprattutto all’autenticità e alla coerenza. I consumatori sono attenti, se assumi un certo atteggiamento e parli in un certo modo, deve corrispondere a come il brand è davvero.

Per trovare il giusto ToV devi basarti su:

  • valori,
  • personalità,
  • frasario.

Insomma, devi scegliere un tono di voce che ti rappresenti, calzante e che puoi sostenere.

Vietato copiare. Il rischio è quello di non riuscire a reggere il tono e risultare falso, poco affidabile e, per tornare al discorso precedente, non autentico.

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7 errori da evitare nel ToV

Il ToV non è una questione di gusti personali, dipende dal modo in cui vuoi conquistare l’attenzione del pubblico.

Prova a pensare a quanti messaggi ci circondano ogni giorno dai diversi brand. Quanti ne ricordi? Spesso ricordi solo le solite marche e le altre finiscono nel dimenticatoio.

Questo perché, prima ancora di fare scelte poco efficaci a livello di marketing, con tutta probabilità non hanno definito un vero tono di voce e magari sono incappati in alcuni errori tipici quando si parla di ToV.

Ecco 7 pratiche dalle quali è meglio stare alla larga quando definisci il tuo tono di voce.

1. Scegliere un tono di voce adatto a tutti

Facciamo una premessa: la comunicazione è strettamente connessa alla percezione, all’interpretazione del messaggio ricevuto.

A seconda del carattere, della cultura, dello stile di vita e dell’emotività ogni persona recepisce le informazioni e le vive in maniera differente.

Ciò accade anche quando il tuo brand parla con il pubblico. Ecco perché un approccio che implica il voler rivolgersi a tutti, a ogni costo, non funziona.

Prima di definire il tuo ToV, devi per forza di cose definire il tuo target

Ogni tipo di pubblico ha delle abitudini, un linguaggio e un modo di fare differenti, ai quali dovrai adeguare il tuo tono di voce, per essere sicuro che ciò che vuoi comunicare arrivi in maniera corretta al destinatario.

Allora chiediti: a chi mi sto rivolgendo? Sarà il primo passo per evitare l’errore di adottare una comunicazione generica che non conquisterà l’attenzione di nessuno.

2. Non ascoltare

Ti può sembrare banale, eppure, quando definisci come parlerai ai tuoi clienti, devi prima ascoltarli. Il passaggio è obbligato.

Ascoltare e parlare in maniera equilibrata è la base per una interazione efficace. E non solo, è anche il punto di partenza per il tuo tono di voce.

Prestare attenzione alle richieste e alle esigenze del tuo target ti eviterà di cadere nella trappola di una scelta fatta più su ciò che piace a te, senza tener conto delle persone con cui devi confrontarti.

Se vuoi che il tuo tov sia quello giusto, utile sì a rappresentarti, ma anche a farti capire, devi essere in grado di accogliere le informazioni che arrivano dal pubblico ed elaborarle.

Non fare supposizioni, piuttosto fai delle domande. Indaga gli interessi, impara a conoscere chi hai di fronte, scopri i pareri.

Questo aspetto non sarà utile solo nella fase di definizione del tono di voce, ma anche per avere idee su contenuti, servizi e in generale sulle proposte del tuo brand.

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3. Attenzione ai toni di voce “estremi”

Come abbiamo detto prima, devi essere in grado di sostenere il tono di voce che hai scelto.

Se opti per un tono molto freddo o molto caldo, rischi di adottare un atteggiamento faticoso da gestire, che ti fa risultare poco autentico e non ti fa arrivare alle persone.

Ad esempio, paroloni e sintassi articolata, ovvero un ToV distante dal parlato, possono rendere la comunicazione complicata e farti apparire come un brand freddo e distaccato.

Un grosso rischio, visto che l’obiettivo finale è far emergere la personalità del brand.

4. Seguire le mode

Il tuo tono di voce deve rispecchiare te e il tuo brand. Fai diventare questo concetto il tuo mantra.

Va bene guardarti intorno, curiosare sulla concorrenza, sapere cosa fa tendenza, ma questo non significa che tu debba adattare la tua natura a ciò che va per la maggiore.

Se in questo momento è molto forte un certo trend, ma non è in linea con te, evitalo

L’ironia, l’eccesso, la sensualità, ad esempio, vanno bene solo se rispecchiano i valori e le caratteristiche del tuo brand. 

Se non è così, non scegliere queste strade solo perché lo fanno tutti.

5. Usare un tono di voce “negativo”

Il tono di voce è qualcosa di naturalmente presente nelle comunicazioni, che emerge dalla scelta delle parole, dalla costruzione delle frasi e dalla scorrevolezza del testo. Fai in modo che questi aspetti siano curati per attirare le persone.

Evita quindi espressioni negative, vocaboli che possono essere percepiti come ostili oppure di costruire messaggi che rimandano a sensazioni poco piacevoli. 

Il rischio di un approccio di questo tipo è la definizione di un ToV che faccia fuggire il tuo pubblico.

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6. Non adattarsi al contesto

Torna all’inizio dell’articolo. No, non stiamo facendo un gioco da tavola, vogliamo solo riportarti al passaggio: il tono di voce va modulato in funzione del contesto, del target e della situazione specifica.

Siamo all’interno dell’essenza stessa del ToV.

Quando stai valutando il tono di voce che più è calzante per la tua azienda, non restare fermo sull’idea che così è e così sarà sempre.

Si tratta infatti di trovare un ToV di riferimento, che sia la quotidianità delle tue comunicazioni, ma che sappia anche adattarsi a ciò che accade intorno

Proprio come facciamo se ci troviamo a una festa, oppure a un colloquio di lavoro; siamo sempre noi, eppure non usiamo le stesse espressioni.

Non avere questa elasticità potrebbe portarti a risultare fuori luogo in alcuni frangenti, facendoti apparire anche distratto o, peggio, superficiale.

7. Ignorare i problemi

Lo sappiamo, gestire una crisi o una discussione è l’ultima cosa che vorresti fare. Eppure devi essere pronto anche alle situazioni di emergenza.

Un cliente arrabbiato, dei commenti negativi o semplicemente un errore. Molti scelgono di non affrontare la situazione, di far finta di nulla.

Spesso, però, è molto peggio lasciare che il problema passi o si risolva “da solo”. 

Questo atteggiamento potrebbe peggiorare le cose, causando altri danni, all’immagine, alla reputazione e al brand

Preparati quindi anche a gestire la crisi. Per farlo puoi definire delle linee guida anche per il ToV. 

Quali parole evitare? Raffreddare o riscaldare il tono? Insomma, predisponi il tono di voce anche in caso di imprevisti per dare delle risposte all’altezza ed evitare reazioni d’impulso.

Potresti scoprire che, alle volte, ciò che inizia come un problema si rivela un’opportunità.

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Tono di voce: 3 consigli pratici

Definito il tono di voce con cui parlerà il tuo brand, evitate le trappole in cui puoi cadere, è il momento di coltivare qualche buona pratica per consolidare il tuo tono di voce e comunicare al meglio.

Cura il contenuto

Assicurati di avere un messaggio utile e significativo per il pubblico. Fai attenzione a come lo dici, ma fai attenzione anche a ciò che dici.

No alle accozzaglie di parole pur di dire qualcosa. Evita frasi vuote o banali. Punta piuttosto sulla semplicità o l’innovazione, cerca sempre un dialogo con i clienti.

Usa l’italiano

Grammatica, sintassi, ortografia: tutto deve essere corretto. Sì, è scontato, ma sempre meglio ricordarlo.

E per le parole, invece? Il nostro lessico è sempre più contaminato da vocaboli stranieri. 

Nulla di male, certo, soprattutto in alcuni contesti dove l’uso è diventato così comune da non riuscire a trovare un corrispettivo adeguato.

Attenzione però a non abusarne. L’uso di un termine deve essere funzionale al contesto e alla comprensione, altrimenti il nostro consiglio è di prediligere una parola italiana.

Questo ti porterà a non uniformarti con tutti quei brand che si allineano alla moda del momento degli anglicismi e a sottolineare ancora di più la tua unicità.

Sperimenta con le emoji

Sempre senza eccedere, sempre se in linea con il ToV del tuo brand e sempre nel giusto contesto, puoi concederti qualche emoji.

Ormai sono sempre più presenti nelle comunicazioni, personali e professionali. Puoi utilizzarle per arricchire alcuni testi, magari un post social, oppure in una newsletter.

Un aiuto per esprimere ancora di più un messaggio, delle emozioni ed essere d’impatto. Ma non dimenticare mai di non esagerare.

 

Tieni sempre a mente che se alcune scelte possono essere molto valide per un altro brand, non è detto che lo siano per il tuo.

Definisci il tuo tono di voce e individua le strategie più in linea per non finire nella mischia dei brand senza personalità.

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