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11/12/2018

Persone e fruizione dei contenuti: come stanno cambiando?

Il cinema è lo specchio della società in continua evoluzione. Abbiamo intervistato Luca Proto, esercente e distributore, per avere un quadro aggiornato sull’Italia.

Se è vero che i contenuti, e il modo con cui ci rapportiamo ad essi, dicono molto di noi, allora forse vale la pena capire in che modo i nostri gusti e interessi stanno cambiando e in quale direzione stiamo andando. In questo senso il cinema può esserci d’aiuto: conosci un altro mezzo di comunicazione di massa (oltre alla radio) che ha accompagnato le persone, più o meno indistintamente, per più di un secolo?

Il cinema è lo specchio della nostra società, in continua evoluzione. Vediamo insieme a Luca Proto come si è adattato ai mutamenti nel corso dei decenni e come viene percepito oggi.

 

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Esercente, distributore e programmatore cinematografico. Da più di 25 anni Luca Proto si impegna per sviluppare la settima arte nel nostro Paese; è stato vicepresidente di ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema) per tre anni e presidente della delegazione Tre Venezie per sette. Come esercente della Multisala Metropolis (a Bassano del Grappa in provincia di Vicenza) fa parte del consorzio indipendente UniCi - Unione Cinema. In qualità di distributore, è agente per il Triveneto di Medusa ed alcune società indipendenti tra cui I Wonder Pictures e Wanted.

Il cinema oggi. Come è cambiato rispetto al passato? Come sta cambiando?

Il cinema è cambiato molto, e continua a cambiare velocemente rispetto al passato. Relativamente al pubblico, però, negli ultimi vent’anni il numero di spettatori entrati nelle sale si è raramente scostato dalla soglia dei 100 milioni di biglietti staccati. Solo le uscite dei film di Checco Zalone hanno permesso di vedere numeri in forte crescita. Dobbiamo impegnarci per migliorare questo dato, che non si muove nonostante l’apertura di nuove sale. Da questo punto di vista siamo in difficoltà in Europa; in Francia, per citare un Paese, il numero di spettatori annui si aggira intorno ai 200 milioni.

È anche vero che nell’ultimo decennio il cinema ha conosciuto molte trasformazioni, più rapide e concentrate di quelle avvenute nel corso dell’intero secolo: ad esempio la nascita dei multisala, lo sviluppo delle tecnologie audio e l’introduzione delle biglietterie automatiche. La qualità delle proiezioni è passata ad un livello superiore, gli stessi ambienti sono diventati più accoglienti e confortevoli. Anche in Italia sono stati fatti importanti investimenti per valorizzare il cinema (così come i nuovi player entrati nel mercato hanno investito nella produzione di film). Sul grande schermo sono arrivati, oltre ai film, anche eventi live, e molti contenuti alternativi, consentendo anche una maggiore differenziazione del prezzo del biglietto.

 

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Come viene percepito il cinema, oggi? Quali sono le differenze rispetto alla televisione e agli altri media?

È difficile dare una risposta definitiva a questa domanda: la percezione del cinema cambia in base al pubblico di riferimento. In generale tutte le persone dicono di amare il cinema, ma è chiaro che fruiscono del mezzo in modo diverso. A cominciare dall’attenzione che prestano ai film proiettati al cinema, completa negli spettatori maturi e più altalenante nei giovani. Oggi il pubblico giovane apprezza particolarmente la serialità e le storie brevi - pensiamo alle serie TV o ai video pubblicati su YouTube - e riceve numerosi stimoli a cui deve dedicare una parte di attenzione. Tuttavia il cinema continua ad essere visto da tutti come un luogo bello e tecnologico, una struttura da frequentare in compagnia e ideale per la condivisione. Da un lato, dunque, ci sono le serie TV che tengono le persone inchiodate in casa, in isolamento; dall’altro c’è il cinema che è esclusività e socialità. La nostra sfida è riuscire a comunicare meglio il suo valore aggiunto.

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Oggi che cosa cercano gli spettatori al cinema? Quali sono i bisogni che il cinema soddisfa?

Per prima cosa il desiderio di vedere un film prima che venga distribuito in DVD e Blu-ray; la sala è il luogo per eccellenza dove i film si possono vedere in ottime condizioni, prima che su ogni altro dispositivo, a tal punto che alcuni registi progettano i propri film esclusivamente per la proiezione in sala. In altre parole le persone sono disposte a pagare per fruire di un contenuto in esclusiva. Così il cinema assume un peso enorme nella catena economica originata dal film e influenza tutte le operazioni di marketing successive al rilascio del prodotto culturale.

 

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Le condizioni fisiche della sala determinano anche il percepito del pubblico, e dunque le emozioni: tra le poltrone rivolte verso il grande schermo le sensazioni si amplificano creando un’atmosfera unica. Gli spettatori vogliono vivere un’esperienza fuori dal comune e allo stesso tempo condividerla con gli altri. Dobbiamo impegnarci per trasformare la sala (e il contorno) in uno spazio di condivisione di opinioni, scambio di idee, incontri con gli autori - un vero e proprio centro culturale che porti gente al cinema. In quest’ottica possono nascere sinergie e collaborazioni con le aziende del territorio.

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Nel rapporto 2017 presentato alla scorsa Mostra del cinema di Venezia, emerge un dato: è aumentato il numero di film prodotti in Italia. Qual è il motivo di questo trend?

Grazie alle tecnologie digitali oggi produrre un film in Italia costa meno. In sostanza c’è più quantità di pellicole da cui è possibile selezionare titoli di qualità; per trovare nuovi talenti e crescere, è giusto dare la possibilità di investire. Nel nostro Paese insomma c’è voglia di fare cinema. Abbiamo ancora molto lavoro da fare sulle sceneggiature e sui casting - sul grande schermo girano sempre gli stessi attori, quando sappiamo che non è l’attore in sé a determinare il successo di un film - ma i dati sono incoraggianti.

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I film con gli occhi degli spettatori. Come stanno cambiando i gusti del pubblico?

Una volta il pubblico del cinema era “generalista”, oggi invece esistono pubblici diversi. Preferenze per particolari generi cinematografici a parte (i ragazzi fino ai 30 anni tendono a preferire gli horror, gli action-movie e i fantasy; gli anziani le pellicole d’essai), possiamo fare una distinzione fondamentale in base alla struttura che frequentano abitualmente. C’è il pubblico dei multisala e dei multiplex che sceglie queste strutture per l’innovazione tecnologica, i film in cartellone - principalmente blockbuster -, e l’offerta di contorno alla sala. Sono per la maggior parte giovani che decidono cosa vedere sul momento, acquistano gli snack insieme al biglietto, e sanno che la serata di divertimento proseguirà al cinema anche dopo lo spettacolo. C’è poi il pubblico delle piccole sale cittadine, più maturo e abituato al cinema di un tempo, che sta a poco a poco scomparendo per motivi anagrafici; questo pubblico predilige i film di qualità e d’essai. Il nostro obiettivo è capire come dirottare nuovo pubblico giovane verso questa tipologia di sala per dare nuova linfa alle piccole strutture.

 

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Il 2017 è caratterizzato da un altro dato interessante: rispetto al 2016, in Italia, sono diminuite le monosale, al contrario invece sono aumentati i multisala. Significa che più giovani vanno al cinema rispetto al passato?

Fino alla metà degli anni ‘90 il mercato era occupato solo dai monosala, poi affiancati a multisala e multiplex. Alcuni monosala sono stati sostituiti da strutture più complesse; in generale è diminuita sensibilmente la distribuzione territoriale delle sale. La tendenza è questa: le grandi città come Milano e Roma sono molto fornite di schermi, al contrario tantissimi comuni ne sono sprovvisti. La geografia degli schermi in Italia è cambiata con una velocità impressionante. Se sono aumentati i multisala, allora vuol dire che sempre più ragazzi vanno al cinema? Sì e no. La popolazione sta invecchiando, gli “anziani” vanno più spesso al cinema perché hanno più tempo libero - è proprio il pubblico più affezionato ai monosala e ai film d’essai perché li associa al passato. Dall’altra parte, per la loro natura, i multisala e i multiplex attirano i giovani che intendono il cinema come un luogo di divertimento a prescindere dallo spettacolo.

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I film che hanno incassato di più nel 2017 sono le grandi produzioni americane (La bella e la bestia, Cattivissimo me 3 e Cinquanta sfumature di nero). Perché queste tipologie di film sono così apprezzate?

Concentriamoci sui primi due titoli: sono entrambi film d’animazione (il primo è un live action con effetti speciali, ispirato ad un film d’animazione). È straordinario come questo genere sia riuscito a tenersi al passo con i tempi, offrendo piccoli e grandi capolavori molto innovativi. L’animazione con queste caratteristiche continua a piacere perché è bellissima da vedere, non solo per i bambini ma soprattutto per gli adulti che fin dalla più tenera età sono stati abituati a frequentare il cinema. Potremmo dire che l’animazione riesce a richiamare e a coinvolgere sempre più famiglie e adulti al cinema. Le conseguenze? La programmazione di questi film in tutte le fasce orarie e i grandi risultati ottenuti in termini di guadagno.

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Quali sono le previsioni per il settore cinema nel 2019?

Finalmente gli esercenti e i distributori hanno iniziato a dialogare. L’obiettivo condiviso è di allungare la stagione cinematografica in Italia, piazzando buoni titoli anche in estate. Se riusciremo nell’intento, daremo visibilità a tutte le uscite importanti e non resteremo senza film per quattro mesi, al contrario di quello che è successo quest’anno. Sappiamo che l’affluenza in sala d’estate non eguaglierà mai quella invernale, ma avrà buone occasioni per crescere: le giornate sono più lunghe e le persone dedicano più tempo a se stesse, i bambini non vanno a scuola e possono andare a letto più tardi, i cinema sono un’oasi di refrigerio contro il caldo soffocante. Proveremo a cambiare la mentalità della gente per far sì che il cinema possa vivere dodici mesi all’anno.

 

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