9 Agosto 2018

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Come cambia la SEO nel 2018?

La SEO non è morta, anzi, continua ad evolvere proprio come i motori di ricerca. Scopri le novità del 2018 per migliorare il posizionamento del tuo sito internet.

I motori di ricerca sono in continua evoluzione nel tentativo di dare agli utenti risultati precisi, immediati e attinenti alle loro ricerche. E così, se vuoi che il tuo sito web continui a ricevere traffico dai motori di ricerca e resti in prima posizione su Google, devi aggiornare la tua strategia web marketing seguendo gli ultimi trend della SEO del 2018.

Pronto per scoprirli? Andiamo.

Ricerca vocale e featured snippet

Una delle maggiori novità di quest’anno è l’aumento delle ricerche vocali da dispositivi mobile. Al momento le ricerche vocali sono il 20% del totale e, pensa un po’, i numeri sono destinati a raddoppiare: si stima che entro il 2020 saranno addirittura il 50% del totale.

Forse per la fretta o la comodità di non dover digitare, sempre più persone preferiscono parlare e chiedere a voce, ai propri smartphone, le informazioni che stanno cercando.

Il trend è stato fortemente influenzato anche dall’arrivo sul mercato degli assistenti virtuali di Amazon – che ha introdotto Alexa e lo smart speaker Amazon Echo -, e di Google, con Assistant e Google Home.

Come viene influenzata la SEO? La ricerca delle parole chiave si evolve: si passa da parole chiave corte – ad esempio “agenzia web verona” – a termini più lunghi e colloquiali – “qual è l’agenzia web migliore di verona”.

Diventa quindi fondamentale ottimizzare il tuo sito internet per queste parole chiave, utilizzando un lessico semplice e discorsivo, che risponda senza tanti fronzoli alle domande degli utenti, magari inserendo una pagina FAQ sul sito o scrivendo contenuti che rispondano in modo approfondito alle query di ricerca.

A questo punto dobbiamo parlarti del featured snippet, ovvero il risultato zero.

Quante volte hai effettuato una ricerca e notato nella parte più alta dei risultati un riquadro in evidenza, contenente la risposta diretta alla tua ricerca? Quello è il risultato zero, un box che si posiziona nella parte superiore – subito sotto gli annunci a pagamento – e che restituisce un breve estratto di un pagina web o di un link con la risposta esatta alla tua ricerca.

Il featured snippet non è un annuncio a pagamento, anzi viene pescato da Google tra i risultati di ricerca organici; è quello che, secondo l’algoritmo, risponde meglio alla query effettuata.

Google non ha specificato in che modo si può comparire nello snippet, ma ci sono alcuni accorgimenti da seguire per aumentare le possibilità che tu venga scelto:

  • rispondi alle possibili domande degli utenti in modo diretto, senza tanti giri di parole o tecnicismi complessi;
  • inserisci immagini, video e infografiche per approfondire il contenuto e renderlo dinamico e interessante;
  • ottimizza la leggibilità del tuo contenuto: evita i muri di testo e inserisci grassetti, corsivi, link, liste e tutto ciò che può alleggerire la fruizione della pagina/articolo.

LEGGI ANCHE: Come fare un’analisi del tuo sito web in modo efficace e veloce

Ricerca per immagini e video

Jumpshot, una compagnia californiana che si occupa di analisi delle ricerche online, ha condotto uno studio per capire come le persone fanno ricerca sul web.

Il risultato è interessante: Google Search (la ricerca organica su Google, appunto) domina le ricerche con il 62,6% del totale, seguito da Google Immagini22,6% – e Youtube4,3%. Gli strumenti meno utilizzati sono Yahoo, Amazon, Bing e Facebook.

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In che modo puoi usare questi dati a tuo vantaggio? Abbiamo visto che l’interazione degli utenti con il web diventa sempre più visiva e meno testuale, che le persone preferiscono guardare infografiche, immagini e video piuttosto che leggere un contenuto troppo lungo e dispersivo.

Per rendere i tuoi contenuti più appetibili, quindi, ti consigliamo di ottimizzare in ottica SEO le immagini e i video. Come? Ad esempio inserendo le parole chiave nel titolo e nella descrizione, senza dimenticare di ridurre il loro peso per non ostacolare il caricamento della pagina.

Ricerca locale e local SEO

La ricerca locale è finalmente decollata e anche le piccole aziende presto avranno lo spazio che meritano su Google.

Google infatti, dopo aver investito su Google Maps e sulle tecnologie di geolocalizzazione, sta favorendo sempre più i risultati di ricerca locali basati sulla prossimità fisica con l’utente.

Cosa significa? Che attuare una strategia di local SEO è, ora più che mai, un punto chiave per riuscire a posizionarsi su Google.

La tua azienda deve avere la sua scheda Google My Business aggiornata e ottimizzata da tutti i punti di vista: verifica che le informazioni siano corrette, aggiungi foto, aumenta il numero di recensioni e condividi dei post sulla tua scheda.

LEGGI ANCHE: Google My Business, cos’è e come funziona

Speed Update

Google ha confermato che, a partire da luglio 2018, la velocità di caricamento delle pagine diventerà un fattore di ranking, soprattutto per le ricerche da mobile.

Verranno sempre più penalizzati i siti lenti, con immagini troppo pesanti o troppo lunghi nel caricamento.

Non è una sorpresa, se ci pensi bene: Google ci ha abituati ad avere risposte immediate e a non dover aspettare più di qualche secondo per avere le informazioni che cerchiamo, a maggior ragione quando utilizziamo un dispositivo mobile e quindi non abbiamo molto tempo a disposizione.

Quello che devi fare, quindi, è analizzare le performance del tuo sito e migliorare la velocità di caricamento. Qui di seguito ti consigliamo alcuni strumenti che puoi utilizzare per effettuare il test della velocità del sito e capire che elementi devi ottimizzare:

Mobile First Index

Da marzo 2018, Google ha cominciato a scansionare i siti internet a partire dalla loro versione mobile.

Significa che se il tuo sito ha una versione desktop e una mobile, quest’ultima verrà scansionata e indicizzata per prima rispetto a quella desktop. Così ha già iniziato a prendere forma un indice in cui i siti ottimizzati per mobile avranno una linea preferenziale.

Ciò non influenzerà il ranking del sito, quindi non perderai il tuo posizionamento attuale, ma Google mostrerà per prima la versione mobile delle tue pagine.

La decisione di Google coincide con l’aumento esponenziale delle ricerche da smartphone e tabletoltre il 68% nel 2018 -, e rientra nella sua missione di offrire il meglio ai propri utenti.

Se vuoi essere pronto al Mobile First Index, assicurati che il tuo sito sia responsive, cioè che si adatti ai dispositivi mobile; presta attenzione ai tempi di caricamento delle pagine e crea un’esperienza di navigazione da mobile fluida e dinamica.

LEGGI ANCHE: La SEO, cos’è e come funziona, in parole semplici

User experience

La SEO non è solo parole chiave e codice, ma è anche emozione e sensazione. Qui entra in gioco la user experience, l’esperienza dell’utente che naviga sul sito internet e che gioca un ruolo importante nella SEO.

Ogni elemento visuale – come il font, la leggibilità dei contenuti, la disposizione degli elementi e delle sezioni, l’architettura delle informazioni e il design -, dev’essere studiato per offrire la migliore esperienza di navigazione possibile e invogliare l’utente a restare sul sito.

Come fai a capire se i visitatori sono soddisfatti della navigazione? Lo puoi capire analizzando alcune metriche su Google Analytics:

  • la frequenza di rimbalzo, cioè il numero degli utenti che entra sul tuo sito ed esce subito dopo senza aver effettuato alcuna azione. Indica se il tuo contenuto risulta interessante e se risponde alle loro domande;
  • pagine per sessione, cioè quante pagine vengono visitate mediamente per sessione;
  • durata media della sessione, cioè quanto tempo passano le persone sul sito.

Link building e menzioni

La link building, cioè la costruzione di una rete di link proveniente da altri siti verso il tuo, funziona e rappresenta un fattore cruciale per il posizionamento dei siti internet.

Cosa vuol dire? Che se i tuoi articoli o le tue pagine vengono linkati da fonti autorevoli del settore, Google considererà il tuo sito come affidabile e di valore, favorendo il suo posizionamento tra i risultati di ricerca.

Oltre ai link, Google sta dando molta importanza anche alle menzioni, cioè al numero di volte che il tuo sito viene citato all’interno di contenuti esterni, senza che ci sia un link diretto alle tue pagine.

Quello che ti consigliamo di fare è di impostare una strategia di content marketing e di creare una serie di articoli di approfondimento su argomenti relativi al tuo settore, in modo che vengano ripresi da altri siti e condivisi tra le persone. Ricordati anche di utilizzare i social network per favorire la diffusione dei tuoi contenuti.

Come vedi, la SEO non è morta, anzi, continua ad aggiornarsi e ad evolversi. E tu conoscevi già queste novità?

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