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11/07/2019

Brand name: che cos'è e come si calcola il preventivo

Alcuni consigli per trovare il nome perfetto per la tua azienda e scoprire quali sono gli elementi coinvolti nel preventivo del tuo brand name.

Dare un nome a ciò che ci circonda è sempre stato naturale, fin dall’antichità. Nel corso del tempo, però, questo aspetto ha preso sempre più rilievo e importanza. Un nome infatti non si riduce a una parola, ma porta con sé un significato, un messaggio.

Nel mondo degli affari, questo aspetto è ancora più vero. Il nome è ciò che mette la tua azienda in contatto con l’esterno e da subito deve comunicare nel modo giusto il brand e le sue proposte. Ci hai mai pensato? Non è un compito facile. Proviamo a scoprire qualcosa in più, insieme.

Cos’è il brand name?

Il nome proprio, per definizione, distingue una persona dall’altra, un oggetto dall’altro. Ciò vale anche per le aziende. Il nome che dai al tuo brand lo differenzia dai concorrenti agli occhi dei clienti, dal momento che racchiude un messaggio specifico e delle caratteristiche uniche

Insomma, il brand name è il nome che dai alla tua marca ed è parte integrante dell’identità stessa. Deve quindi trasmettere emozioni, stimolare la curiosità e creare certezze.

Modificare in corsa il nome di un brand può essere molto svantaggioso. Ecco perché la fase di scelta del nome deve essere affrontata con la giusta attenzione. Non è un passaggio banale né immediato, al contrario di ciò che si potrebbe pensare.

Una scelta sbagliata potrebbe anche arrivare a penalizzare il marchio.

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Perché il brand name è importante?

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Lo ripetiamo: il nome del tuo brand è la base su cui poggia l’intera brand identity della tua azienda. Un nome forte, incisivo, dal suono gradevole e con uno spiccato tratto di originalità e personalità, aiuta notevolmente il tuo marchio. Vediamo il perché:

  • fa trasparire con immediatezza l’essenza dell’azienda e la rende riconoscibile sul mercato rispetto ai competitor;
  • colpisce la sfera emotiva dei clienti ed entra nella loro mente – e magari anche nel cuore – facendo sì che si parli e ci si ricordi immediatamente del marchio;
  • supporta la brand identity e la accresce, promuovendo anche il successo futuro del tuo brand;
  • stimola all’acquisto e al passaparola, influenzando l’indotto economico del tuo business.

Trovare il nome perfetto per il tuo marchio significa coniugare le esigenze formali all’estro del marchio. La tua creatività è indispensabile per raggiungere un risultato adeguato, ma non basta.

Devi tenere presente gli elementi linguistici e di comunicazione, oltre a tutti gli elementi di marketing che contano per l’efficacia.

L’apporto e i consigli degli esperti possono darti il giusto equilibrio, oltre che svariati input e supporto anche nella parte di tutela legale, che mancherebbero con un lavoro svolto in autonomia.

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Quali caratteristiche deve avere il brand name?

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Stai ragionando sul nome ideale per il tuo marchio. Non sai bene come muoverti, le idee scarseggiano e temi di sbagliare. Vuoi che il nome esprima la personalità della tua attività e allo stesso tempo piaccia ai tuoi clienti.

Per iniziare a muoverti con qualche certezza in più assicurati che il tuo nome aziendale sia:

  • coerente: con i valori e la visione aziendale, con i tratti distintivi dei prodotti; insomma, con la brand identity in generale.
  • memorizzabile: semplice, breve e facile da ricordare. Evita gli eccessi e le lunghezze esagerate. Cerca di concentrare la brand identity in poche lettere. Questo approccio, oltre a centrare l’obiettivo del nome aziendale, fa sì che resti impresso con più immediatezza. Insomma, entrerai subito nella testa delle persone.
  • originale: devi differenziarti dagli altri. Punta sulla creatività. Crea qualcosa di specifico per il tuo brand, che non sia generico. Controlla che non ci sia già qualcosa di simile, che magari lo ricordi graficamente o lo richiami nei suoni. In questo caso, cambia strada, troverai di certo qualcosa di più incisivo.
  • orecchiabile e bello: concentrati su due aspetti, il suono prodotto dal nome e l’aspetto grafico quando è scritto. Il suono deve essere gradevole e la pronuncia non complicata. La scritta invece deve produrre un effetto visivo armonioso, a prescindere dal carattere tipografico e dai colori usati.

Quindi controlla che un nome simile non sia già in circolazione – verifica anche la disponibilità di un dominio online –, rendilo riconoscibile e memorabile.

Libera tutta la positività della brand identity e racchiudila nel nome. In questo modo, anche solo pronunciandolo, l’identità aziendale si diffonderà conquistando il pubblico.

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Tipologie di naming aziendale

La ricerca del nome è spesso vissuta come totale libertà nell’individuazione di qualcosa che rappresenta ciò che nominiamo e, in qualche modo, anche noi stessi. In parte è vero.

Possiamo dare sfogo alla fantasia e scegliere il nome che più ci piace. Nel caso del nome per il tuo brand, affidarsi solo a questo processo non basta.

È bene che il tuo messaggio segua alcune caratteristiche, quindi devi conoscere le tre tipologie principali in cui i nomi si dividono:

  1. Nomi descrittivi. Sono semplici e chiari. Indicano subito di che tipo di marchio o prodotto si tratta. Non lasciano spazio a interpretazioni, dichiarando direttamente di cosa si sta parlando. Hanno il vantaggio di essere subito riconosciuti e legati al settore di riferimento. Attenzione però: sebbene possano essere immediati sotto l’aspetto più concreto e funzionale del marchio, rischiano però di non essere incisivi e di non rendere tutte le caratteristiche della brand identity.
  2. Nomi evocativi. Richiamano l’identità del marchio o i tratti distintivi di un prodotto in maniera indiretta, puntando sull’originalità, e sulle associazioni che possono produrre, anche solo attraverso il suono. Possono essere interpretati e si prestano a trasmettere significati personali. Tuttavia meglio non eccedere. Termini impronunciabili, desueti o creazioni improbabili rischiano di danneggiare la brand identity e far scappare i clienti.
  3. Nomi patronimici. Derivano da nomi propri, solitamente nome o cognome del fondatore dell’azienda. Molto diffusi, sono una soluzione immediata alla ricerca del nome del brand. Inoltre portano già con loro i valori e la storia dell’azienda. Fai attenzione però che possa davvero rendere tutte le sfaccettature del tuo marchio e ovviamente che sia piacevole anche nella pronuncia e nella scrittura.

Al di fuori di questa classificazione, non dimenticare che puoi utilizzare acronimi, sigle, neologismi, rime, parole onomatopeiche o attingere a lingue straniere.

Questa eventualità, affascinante ma forse complicata da organizzare, può essere ben gestita da professionisti esperti che, giocando con lettere e parole, e combinandole tra loro, riescano a esprimere specifiche caratteristiche che sono proprie del tuo marchio.

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Brand naming: elementi che influiscono sul preventivo

brand naming elementi che influiscono sul preventivo

È vero, la creatività è il centro del brand name, eppure non basta. Essere originali va bene, ma nelle giuste dosi.

Insomma, il naming, cioè il lavoro di ricerca del nome perfetto per un marchio, è una questione di equilibrio tra la sfera fantasiosa e l’aspetto più fiscale delle caratteristiche che il nome deve rispettare. Il segreto è coniugare tutto.

Una mano esperta può indirizzarti verso il giusto nome. Certo questa scelta comporterà una spesa. L’agenzia o il professionista a cui ti rivolgerai dovrà infatti mettere in capo abilità, conoscenze ed effettuare dei passaggi che andranno a definire il tuo preventivo.

Guardiamo nello specifico in cosa consiste questo lavoro:

  1. analisi del tuo brand. Se ti rivolgi a un professionista esterno all’azienda, deve innanzitutto conoscerla. Quindi dovrete affrontare insieme una fase dedicata a questionari e riunioni per comprendere l’essenza del marchio;
  2. studio del mercato e della concorrenza. È necessario fare delle ricerche sul settore, per avere chiaro chi sono e, letteralmente, come si chiamano gli altri marchi;
  3. definire le linee guida per il brand name. Tracciato il quadro generale, arriva il momento di definire l’area in cui muoversi per esprimere il valore del marchio, gli obiettivi e far sì che l’effetto sia duraturo nel tempo. Inquadrare quindi il significato di cui il nome si fa portavoce;
  4. proposte di nomi. Incrociati i dati, collegati tutti gli elementi raccolti, ti verranno fornite più proposte che siano in linea con la tua brand identity. Diversi nomi che possono adattarsi alle tue richieste e al tuo messaggio; 
  5. verifica. I nomi selezionati per il brand vengono sottoposti a un ultimo controllo per accertarsi che non siano già esistenti e che a essi si posso associare un dominio internet libero;
  6. proposta e scelta. È la fase finale. Adesso tocca a te dare la tua preferenza. Se ancora non sei convinto, spesso il professionista a cui ti sei rivolto si rende disponibile per perfezionare e rifinire meglio il nome che ti ha colpito ma deve ancora conquistarti.

Tutti questi passaggi richiedono l’impiego di diverse risorse da parte di chi sviluppa il progetto. Da ciò dipende il costo finale.

Ovviamente in base all’uso finale del nome – brand o prodotto ad esempio – possono esserci delle differenze, così come le tue esigenze e le tempistiche variano da caso a caso.

Il costo va dunque valutato per ogni singola proposta.

Adesso conosci meglio il mondo del naming. E soprattutto hai visto che grande responsabilità c’è dietro la scelta di un nome. Perché in fondo non si tratta di un nome, ma del nome, quello del tuo brand. Quello che rappresenterà la brand identity aziendale nel futuro.

Per una cosa così importante non vuoi affidarti alla prima parola che capita. Fatti consigliare da un’agenzia o da un professionista. Ascolta le proposte, poi immagina quel nome su insegne oppure pronunciato in televisione.

Che effetto fa? Come suona? Ora sai se è quello giusto.

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