19 Maggio 2022

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8 alternative al tracciamento dei cookie

Cosa è successo in questi primi mesi con la nuova normativa su privacy e cookie? Quali sono le soluzioni per raccogliere dati senza cookie di terze parti?

Il 59% dei consumatori di tutto il mondo dichiara di essere diventato più protettivo nei confronti dei propri dati.

Il 71% dei Paesi applica una legislazione in materia di protezione e privacy dei dati.

La gestione dei dati personali da parte delle aziende è sempre di maggiore importanza. Sia per garantire la conformità alle norme, sia per avere le informazioni necessarie per andare incontro alle esigenze dei clienti.

Fino a poco tempo fa questo aspetto era gestito anche grazie ai cookie. La fine del loro uso, però, ha aperto nuovi scenari. 

Già da alcuni mesi le aziende si stanno adattando a questa condizione, ideando e costruendo modelli per ricavare dati di prime parti. Una approccio che perdurerà per tutto il 2022.

Cosa possiamo fare, quindi, per sopperire all’assenza di cookie? Vediamo insieme alcuni suggerimenti dell’IAPP, l’Associazione internazionale dei professionisti della privacy.

Cosa sono i cookie?

Si tratta di piccole stringhe di codice create dai server e inviate sui browser degli utenti oppure usate sui siti web.

Come ben sappiamo il loro scopo è – o meglio, era – raccogliere dati. Dati utili per creare statistiche sull’uso del web e aiutare da un lato a profilare il pubblico e dall’altro a offrire una migliore esperienza di navigazione alle persone.

Normativa 2022 sui cookie

Le nuove linee guida, attive dal 10 gennaio 2022, forniscono le indicazioni per:

  • redigere un’informativa trasparente in tema di consenso sui siti web
  • acquisire correttamente il consenso per la raccolta dati.

In poche parole, il consenso ai cookie deve essere “informato, esplicito e prestato tramite un’azione diretta dell’utente”.

Come si traduce tutto ciò nella pratica? 

  • Divieto di utilizzo di caselle con cookie pre-selezionati.
  • Lo scroll-down non può essere usato per l’acquisizione implicita del consenso.
  • Non è possibile impedire agli utenti di accedere ai contenuti se non hanno accettato i cookie.
  • Fino al momento di un consenso esplicito da parte dell’utente non possono essere raccolti dati.
  • Mostrare i cookie alla prima visita dell’utente tramite banner.
  • Aggiunta di link con la cookie policy.
  • Far scegliere all’utente i cookie da accettare.
  • Dare la possibilità di modificare, in qualsiasi momento, le scelte fatte.
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8 soluzioni per raccogliere dati senza cookie

I siti web si sono già mossi, in questi mesi, in questa direzione più privacy-friendly. Una direzione che garantisce la protezione e la sicurezza per le persone, ma che può creare qualche difficoltà per le aziende.

Raccogliere dati sul pubblico, infatti, è un’operazione essenziale per tutte le aziende. Soprattutto le realtà meno strutturate possono avere difficoltà a creare campagne efficaci senza avere più accesso a dati raccolti ed elaborati da terze parti.

In aiuto di piccole e medie imprese arriva l’IAPP, suggerendo 8 valide alternative alla raccolta dati tramite cookie.

1. Pubblicità basata su gruppi di interessi omogenei

Google si sta muovendo in questa direzione. Ovvero su gruppi che hanno stessi interessi, senza analizzare i singoli profili utente.

Eppure, secondo i FLoC (Federated Learning of Cohorts), anche con i gruppi di interesse, restituendo all’inserzionista i dati aggregati per gruppo, sarà tracciato il singolo utente.

2. Privacy cluster

Anche in questo caso si parla di gruppi. Un insieme di tre-cinque persone viste come un’unica identità. Dunque considerate come se agissero all’unisono.

Evitando l’uso di informazioni personali, questi cluster garantiscono l’anonimato agli utenti. Una valida alternativa ai cookie, almeno nella teoria. L’efficacia andrà testata nella pratica.

3. Cookie di prima parte

Per loro stessa natura, sono la vera alternativa ai cookie di terze parti. In questo caso è possibile raccogliere senza intermediari i dati degli utenti. Certo non senza il loro esplicito consenso.

Questa tecnologia, spesso sottovalutata, aiuta le aziende a ottenere dati precisi e affidabili su lead e clienti. Inoltre, è molto adatta per chi ha molto traffico sul proprio sito.

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4. Zero-party data

Parlare direttamente agli utenti è sempre una buona opzione. Perché non farlo anche per raccogliere dati?

Questionari, form, interviste. Usare questi strumenti, oltre ad aiutarti a recuperare informazioni utili sul tuo pubblico, ti permette anche di interagire, coinvolgere e magari far divertire le persone.

Pensa ad attività promozionali, contest e offerte da legare proprio alla richiesta di informazioni.

5. Identificatori universali

Tramite un UID viene associata a ogni utente una stringa alfanumerica che permette una profilazione senza uso di dati personali identificativi.

Le piattaforme di tracking ed advertising mettono a disposizione tali identificatori, consentendo, in molti casi, anche di rigenerare l’UID degli utenti.

Un’ottima soluzione per combinare l’efficacia della raccolta dati e il rispetto delle condizioni di privacy.

6. Fingerprinting

Una tecnologia discussa da anni. L’utente è identificato con il suo browser e le impostazioni del dispositivo in uso. In questo modo viene seguito nelle sue azioni online e i dati raccolti sono usati per delineare il profilo di una vera e propria persona virtuale.

Attenzione, però, alla questione privacy. Questo metodo potrebbe risultare molto più invasivo – e invadente – di quello che sembra.

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7. Conversion measurement

L’anonimato degli utenti è garantito tracciando le conversioni su un determinato sito o app. Lavora solo su alcune categorie e lo scambio di dati tra siti è limitato.

Dunque è perfetto per garantire la privacy, ma ha lo svantaggio di raccogliere in modo limitato le informazioni e di non avere certezza della loro qualità.

8. Targeting contestuale

Parliamo di una delle forme più vecchie ma efficaci di fare pubblicità online. È ciò che accade quando stiamo guardando un determinato contenuto: internet ci mostra annunci o recensioni in linea con quanto stiamo leggendo.

Se l’inserzione è ben strutturata e contestualizzata, il risultato è assicurato.

Ogni azienda, in base alle sue caratteristiche, può creare la propria strategia. Magari affidandosi a uno di questi metodi, oppure sviluppando nuove idee e meccanismi.

Due devono, però, restare i pilastri su cui basare questo lavoro: la protezione della privacy degli utenti e la raccolta utile ed efficace delle informazioni.

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